sabato 18 agosto 2018

a Indianapolis

una casa bella, luminosa, circondata da fiori, stanze enormi, bagni enormi: è qui che vivono Isabella, Giuseppe e Margherita e a noi due, reduci dal lungo viaggio familiare, non è sembrato vero avere ognuno il suo spazio. Isa aveva pianificato nel dettaglio la nostra prima giornata insieme, e lasciato quel caprone di mio figlio a un moll, noi due siamo andate al museo d'arte moderna. Uscendo dal suo comprensorio c'è una strada a scorrimento veloce nel nulla, ma il museo è dentro una specie di foresta e ha un magnifico giardino. Dentro ospita una collezione di quadri di tutto rispetto: all'una c'era una visita guidata ai pittori francesi ed è stato un piacere ascoltare un vecchio giocatore di golf illustrarci il suo amato Pisarro, e poi Manet, Cezanne, Renoir. Alle tre abbiamo recuperato il figlio carico di pacchi come una casalinga impazzita e siamo tornate a casa. Un salto in piscina (il tempo oggi era brutto, ma uno squarcio di sole c'è stato) e già bisognava correre in palestra. Di nuovo macchina e con Margherita ci siamo catapultate in un grande edificio che sembrava la Las Vegas delle palestre, pieno com'era di attrezzi, sale, spogliatoi, piscine. Entrare in una sala e ritrovarsi con un bilanciere a sollevare pesi e fare squat senza un minimo di riscaldamento è stato tutt'uno e alla fine della mezz'ora le due ginnaste assatanate mi hanno portato a proseguire l'allenamento nella sala accanto in cui si pedalava a ritmo di musica in penombra a ritmi sempre più frenetici. A casa abbiamo recuperato il figlio e Giuseppe e siamo andati (sempre in macchina) in un posto carino e lontano a mangiare hamburger con l'amica siriana e suo marito, poi gli yogurt colorati dalla macchinetta. Alla fine del tour americano un'immersione nella vita locale; i Firenze ospitalissimi.

venerdì 17 agosto 2018

all’areoporto di Chicago

prima tappa il grattacielo da cui si vede tutta la città, seconda un biciclettaio che ci ha fornito le bici  leggere ed efficienti con cui insieme al figlio ho esplorato Millenium Park (rischiando di finire nella superstrada interrata a scorrimento veloce perché non trovavamo il modo di uscirne) e il magnifico lungo lago con un sacco di gente che ci nuotava dentro. La nostra giornata a Chicago è volata. Ora siamo in attesa dI partire per Indianapolis alla scoperta del mondo di Isa.

giovedì 16 agosto 2018

tappa a Chicago

sveglia alle sei, alle sette e mezza imbarco sul volo per Chicago. Sul nostro aereo è salito anche David Grossman con la moglie; chissà che ci facevano in giro per l'America. Nessuna tempesta in volo, solo un po' di pioggia mentre giravamo per le vie della città. Lunga passeggiata al Pier, poi un po' di grandi magazzini, il figlio contento come una pasqua. Quell'infigardo del marito ora è sul volo Los Angeles-Roma. Io ho riconquistato il letto tutto per me. 

mercoledì 15 agosto 2018

alla San Diego University

da La Jolla alla San Diego University ci vuole mezz'ora di macchina e così dal campus a San Diego; la strada è a quattro corsie. Tutto il contrario della raccolta Maastricht dove studia il figlio. La figlia non appariva per nulla spaesata quando l'abbiamo lasciata nel suo dormitorio, anzi sfoggiava il suo sorriso più splendente. Oggi ci siamo dedicati a lei: prima l'abbiamo accompagnata a lasciare le valigie e abbiamo incontrato la sua gentile coinquilina giapponese dall'inglese stentato, poi, dopo una deludente  visita alla zoo di San Diego (aveva ragione il figlio a dire, non abbiamo tre anni: che gusto c'è a vedere un panda stremato dal caldo, un ghepardo nervoso, due babbuini che si dondolano, anche se tutte le guide lo considerano un'attrazione imperdibile?), abbiamo mangiato un boccone insieme nella parte vecchia della città e fatto una bella spesa (che italiana è quella che non si presenta nell'alloggio condiviso con la pasta De Cecco, il pesto, il sugo di pomodoro e il parmigiano?). A lei il compito di sistemare tutto; mi ha solo chiesto di farle il letto e io gliel'ho fatto volentieri come gesto simbolico. Alle cinque un bagno nell'oceano con il figlio; noi due prolunghiamo il viaggio fino a Chicago e Indianapolis (se l'annunciato maltempo ce lo permette, ho appena ricevuto una mail della United che mette in forse il volo di domani mattina causa temporali), il marito ha il volo per Roma.

martedì 14 agosto 2018

da Los Angeles a San Diego

ci ha dato il tormento perché voleva arrivare a San Diego il 12 la figlia; oggi eravamo pronti a lasciarla al dormitorio ma ci ha ripensato, preferendo passare ancora una giornata con noi (in realtà la spaventava incontrare la coinquiline cinese senza la norvegese che arriverà domani). Dopo aver mangiato una cosa all'hotel di La Jolla, sono scesa con il marito per la scarpata fino alla spiaggia dei nudisti. Un posto non facilissimo da raggiungere e bellissimo: una grande baia, tanta sabbia, mare pulito e caldo, le onde, e californiani fricchettoni di ogni età (a sorpresa soprattutto ragazze). Finalmente in acqua. I figli impigriti sono rimasti nella piscina dell'albergo fino alle sei quando siamo partiti in macchina per vedere le foche sul molo di La Jolla e poi il lungomare di San Diego. Il viaggio a quattro volge al termine: abbiamo fatto il pieno di tutto, di sole, di paesaggi selvaggi e iper urbanizzati, di foto, di chiacchiere, di insulti incrociati, di risate, di cibi indigesti e di acqua ghiacciata.

lunedì 13 agosto 2018

domenica a Los Angeles

c'eravamo svegliati con l'idea di andare a Malibu: sembrava che i figli non ne potessero fare a meno. Poi, guardando le foto del posto, hanno cambiato idea. A quel punto abbiamo riconsiderato la possibilità di Universal Studios e stavamo comprando i biglietti in line quando ci è venuto in mente che essendo domenica avremmo trovato una folla incredibile. Così, con mia grande gioia, abbiamo scelto il Los Angeles County Museum of Art. Espressionisti tedeschi, Giacometti, Picasso, Magritte, Matisse, Warhol... Abbiamo finito per passarci la mattina. Pranzo in un posto salutista e vegano scelto dalla figlia: insapore e caro arrabbiato. Poi lei si è riscattata proponendomi un'escursione al Runyon Canyon, suggeritale dall'amica che vive qui. Ci siamo avviate a piedi dall'albergo, abbiamo passato le splendide ville con giardino e ci siamo inerpicate su per una delle colline che costeggiano Hollywood. Lassù c'erano solo californiani che facevano jogging con i cani, la salita era erta e la vista fantastica. Era dalla gita al vulcano alle Galapagos che io e la figlia non compivamo un'impresa sportiva insieme e ci siamo divertite molto. È stato il modo migliore per salutarci prima dell'inizio del suo periodo a San Diego. Al ritorno sotto il canyon c'erano ad aspettarci marito e figlio e con loro siamo andati in macchina  all'Osservatorio Griffith a vedere il tramonto. Dopo aver parcheggiato, c'è toccata un'altra salita, solo leggermente meno impegnativa della prima, e abbiamo trovato una gran folla di turisti. Nel complesso c'è piaciuta la Los Angeles di west Hollywood, ci siamo stati proprio bene.