venerdì 17 settembre 2010

Preferisco il paradiso

a proposito di opinioni. Campiotti è un bravo regista, Proietti un attore generoso, Mariuzzo uno sceneggiatore capace: perché Preferisco il paradiso invece di essere una buona fiction è una fiction mediocre? L’impressione che ho avuto scambiando due chiacchiere con Giorgio Mariuzzo, nell’atmosfera concitata che precedeva la conferenza stampa, è che chi scrive per raiuno si autocensuri per compiacere la rete, adeguandosi a uno stile fatto di ammiccamenti al pubblico, di risate facili e altrettanto facili commozioni. Tutto, dai dialoghi alla fotografia, dalla musica alla recitazione punta verso il cliché; l’originalità, la sorpresa, la provocazione sono altrettanti spauracchi, il pubblico va blandito, anestetizzato, deve solo passare due ore in poltrona prima di andare a letto, non deve essere scosso, non deve pensare, né divertirsi troppo. Qui si racconta di Filippo Neri e della Roma del Cinquecento, altrove di una ristoratrice ladra o di un poliziotto dal cuore d’oro; cambiano gli attori, i registi, gli sceneggiatori, qualche produzione è più ricca, altre sono più povere e si vede; dovunque regna il già detto, il già visto. Ivan, dimmi che Tutti i pazzi 3 non si allinea a questo andazzo.

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