4 ore fa
sabato 26 febbraio 2011
tutta colpa di Ken
stavo ripensando alla conversazione di ieri con Giulia. Dopo esserci prese un tè nella sua cucina, come due vecchiette licenziose siamo finite a parlare di quello che ci appare più sexy in un uomo. Io le ho rivelato con una certa vergogna di essere molto sensibile all'addominale teso, mentre a lei la pancetta maschile non dispiace affatto. Oggi mentre facevo i miei esercizi in palestra ho avuto un'illuminazione: ma certo, se mi sento sciogliere davanti a un Alessio Vinci qualsiasi, è colpa di Ken. Da bambina passavo i pomeriggi da sola o con mia sorella Isabella e le sue amiche a giocare con le Barbie e il maschio era il piattissimo aitantissimo Ken. Era lui che volevo sposare ed è logico che quel corpo plastificato si sia impresso nella mia immaginazione. Devo chiedere a Giulia se a lei piacevano le Barbie.
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3 commenti:
riflettevo su come il pensiero si adatta al riferimento emotivo che vive. leggere di un ken trasposto ad esempio per me è oggi quanto meno paradossale vista la mole di casini che vivo sia sentimentali che professionali, al punto che anche la caviglia o il sorriso di un donna risultano annebbiati. giocando a tennis scarico la paura, la rabbia, il grido soffocato di dover ammettere di aver sbagliato tanto. mi conforta il tuo calore.
ora che mi ci fai pensare, da piccola giocavo con barbie ma non sopportavo ken, il belloccio palestrato
sono passati quarant'anni ma pare che i miei gusti non siano cambiati
quando si parla di Ken ormai posso solo pensare al bellissimo racconto A real doll di A M. Homes (in italiano nella raccolta "La sicurezza degli oggetti"). Ho avuto un solo Ken da piccola, un orribile "Ken capelli veri" che aveva appunto fluenti, si fa per dire, capelli lisci come spaghetti e non la chioma plastificata da surfista abbronzato. era una novità assoluta, ma non mi piaceva, e poi i piedi piatti di ken rendevano sempre così difficile vestirlo. Il Big Jim di mio cugino mi affascinava molto di più...
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