martedì 27 settembre 2011

mamma bancomat

ci sono momenti in cui sono più esposta all'atteggiamento sfidante della figlia nei miei confronti. Oggi uscivo da una giornata lavorativa iperfrastornante. Mi ha chiamato, voleva iscriversi in palestra, le servivano i soldi e un passaggio in macchina. Appena ho potuto, mi sono precipitata a casa. Aveva cambiato idea, le servivano i soldi e faceva a meno del passaggio, un'amica la portava in macchinetta. Sa che non vogliamo che vada in macchinetta con gli altri (oltre a essere pericoloso, e' vietato, la polizia potrebbe sequestrare il mezzo). Con gran faccia tosta mi ha ripetuto, vado in autobus con Margherita. No, ora vieni con me e alle otto ti viene a prendere papa'. Perché non mi comprate un motorino, così ci vado da sola, come tutti? Non ci ho visto più, mi sono messa a urlare, la devi smettere di avanzare solo richieste, non sono un bancomat, un distributore di soldi e permessi, non ti basta mai, ti facciamo fare quello che vuoi, ci racconti un sacco di bugie. Urlava anche lei, altro che soldi, ho le scarpe bucate, mi metto sempre gli stessi vestiti. Il finestrino era aperto. Un automobilista ci ha guardato perplesso: una mamma e una figlia che facevano a chi strillava di più. Non un grande spettacolo.

Nessun commento: