martedì 20 settembre 2011

Terraferma


la storia di Filippo, ventenne prigioniero dell’isola di Linosa, del ricordo del padre morto in mare, dell’amore del nonno che gli ha insegnato la pesca e dell’amore della madre che non ha nessun altro a cui dedicarsi, mi e’ parsa la cosa piu’ bella di un film complesso e per certi versi irrisolto come Terraferma. Ho amato il Crialese di Respiro e detestato il Crialese di Nuovomondo: in questa opera terza convivono il realismo del primo film e l’astrazione del secondo. Il giovane attore Filippo Pucilli restituisce tutta la voglia di vivere che il suo personaggio e’ costretto a reprimere, la sua attrazione per i coetanei che vengono dalla terraferma, il suo sgomento di fronte agli sbarchi dei disperati che il nonno protegge con furia amorosa e lo zio biasima perche’ allontanano i turisti. A parte Filippo, che e’ tormentato e irrisolto, gli altri personaggi soffrono di un eccessivo schematismo: buonissimo il nonno, cattivissimo l’ufficiale della guardia di finanza, egoistissimo lo zio (interpretato da un Beppe Fiorello molto convincente), debolissima la mamma (una Finocchiaro un po’ troppo bellina e legnosa). La fotografia geometrica, estetizzante toglie pathos a una vicenda che dovrebbe grondarne. Nel complesso e' più si che no, più un bel film che un brutto film.

Nessun commento: