venerdì 7 ottobre 2011

Il generale della Rovere

non sapevo nulla del Generale della Rovere il film di Roberto Rossellini, uscito nel 1959, con Vittorio De Sica come protagonista. L'ho scoperto andando a vedere l'anteprima della fiction che andrà in onda su Raiuno domenica e lunedì. In conferenza stampa, Pierfrancesco Favino, l'interprete principale e Carlo Carlei, il regista, si sono dovuti difendere dall'accusa di aver profanato un capolavoro, di aver fatto un inutile remake. Il primo pregio di quest'operazione e' invece proprio quello di riaccendere l'interesse per un film che nessuno vede da molto tempo (su youtube ne ho visto un frammento in cui si coglie un grandissimo De Sica, perfettamente calato nella parte di un infingardo che si deve destreggiare tra mille pericoli). La storia, tratta da un racconto di Indro Montanelli, e' molto bella e molto italiana: parla di un truffatore e baro che si mette d'accordo con un ufficiale tedesco per infiltrarsi in carcere e individuare un capo partigiano, ma poi, colpito dall'eroismo e dalla purezza di ideali di chi lo circonda, preferisce morire che perpetuare il suo tradimento. Favino e' un attore colto e intelligente, ed e' anche molto gentile, intervistarlo e' stato un piacere. Sullo schermo mi ha convinto a meta': l'ho trovato bravo nel sembrare più' vecchio e vissuto, un po' meno nel darsi le arie da carismatico generale (sembra sempre che sotto sotto se la rida). Oggi ci hanno fatto vedere la seconda puntata, quella ambientata nel carcere dove tutto accade. E se la prima fosse solo un riempitivo per ammortizzare i costi distribuendoli su due prime serate?

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