domenica 2 ottobre 2011

la moglie del presidente

Michelle Obama si traveste da casalinga e va a fare la spesa in un supermercato (per ragioni elettorali, ma chissà, anche perché stufa di farsi servire e riverire). Mia sorella Maddalena, che da Zurigo potrebbe tornare a Roma e mettersi a fare a tempo pieno la moglie del presidente (non quello degli Stati Uniti, ma pur sempre il presidente di un ente di un certo prestigio), resta in Svizzera, aggrappata al lavoro, alle amicizie, ai figli che in Italia sarebbero pesci fuor d'acqua. La sua decisione l'ha presa, pero' piange. Piange perché otto anni sono un'enormità, piange perché lui da Roma fa telefonate brevi e distratte, piange perché quando torna e' stanchissimo e non le da' tanta retta. Poi siccome e' mia sorella e noi siamo tutte un po' matte, piange anche per altro: perché non si sente più desiderata dagli uomini e perché a lui potrebbero offrire delle escort. Fino a qualche anno fa quest'ultima preoccupazione non l'avrebbe sfiorata. Se avessero nominato suo marito presidente a Singapore, mia sorella piangerebbe un po' meno.

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