martedì 4 ottobre 2011

La pelle che abito

uscendo dal cinema Roxy, dove abbiamo visto in compagnia di altre quattro persone La pelle che abito, per una volta io e Antonella eravamo d'accordo: eravamo entrambe perplesse e deluse. Che cosa ha voluto raccontare Pedro Almodovar con questo film raggelante e privo dell'ironia che lo contraddistingue? Che ci dice La pelle che abito sull'identità e in particolare su quella sessuale, sui rapporti d'amore, sul mondo artefatto in cui viviamo? La macchina narrativa e' ben congegnata, la suspense e' alta, gli attori sono bravi (in particolare lei, eterea e stralunata), la fotografia e' perfetta: ma perché coinvolgere lo spettatore in un personalissimo incubo che gli lascia dentro solo un'acuta sensazione di fastidio? Gli unici personaggi autentici sono le due mamme, quella del chirurgo e quella della sua vittima: due donne tenaci che entrano a pieno titolo nella bella galleria femminile di Almodovar. Il resto e' un esercizio di stile, una fantasia nera tradotta in termini cinematografici.

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