lunedì 31 ottobre 2011

servizio pubblico

oggi mi e' toccato rivestire gli scomodi panni della cronista d'assalto. Mi hanno mandato a seguire la conferenza stampa di Michele Santoro alla federazione nazionale della stampa e alla fine per intervistarlo mi sono dovuta fare strada tra una giungla di microfoni. Stavo per rinunciare, poi con voce stridula ho buttato li' una domanda e, avendo ottenuto una risposta e il silenzio di chi mi circondava, sono andata avanti a chiedere con tutte le telecamere che si incrociavano sulla sua faccia. Santoro gongola: ha chiesto dieci euro al suo pubblico come contributo per il programma e a oggi hanno risposto in 93.000. La sua vocazione al combattimento ne esce esaltata. Di Berlusconi parla al passato, oggi il suo bersaglio polemico e' soprattutto il Pd, reo di non averlo difeso in Rai nonostante i suoi ascolti (e in questo ha ragione, non lo sentivano organico). Ce l'ha con Bersani, ma anche con Renzi, che fa grossi numeri su Internet ma non sa sfoderare che un frigorifero in scena. Dire il Servizio Pubblico sono io e' spararla grossa; d'altra parte il servizio pubblico si e' perso per strada, nessuno sa più cosa sia. Beato il paese che non ha bisogno di santori.

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