sabato 15 ottobre 2011

Un giorno di gloria per Miss Pettigrew


Miss Pettigrew ci viene presentata come “una spigolosa signora di mezza eta’ e di media statura, magra per la scarsita’ di pasti nutrienti, con un’espressione timida e frustrata e un’evidente terrore negli occhi, se qualcuno si fosse dato la pena di guardare”. Di mestiere ha sempre fatto l’istitutrice, non ha avuto fortuna, non ha parenti, non ha amici, non ha piu’ neanche un posto per dormire, ed e’ alla disperata ricerca di un lavoro. Viene indirizzata da una tale Miss Fosse e, grazie all’incontro con questa svampita e generosa cantante di night, Miss Pettigrew sperimenta in un giorno quello che si e’ negata nel corso della sua vita, ma soprattutto scopre in se’ delle “frivole inclinazioni” di cui ignorava l’esistenza. Miss Fosse e’ contesa tra vari uomini e non sa come uscirne: grazie alla sua prontezza di riflessi, Miss Pettigrew viene promossa sul campo amica, complice, consigliera di vita; scopre il gusto di bere un bicchiere di troppo, di fumare, di truccarsi, di vestirsi bene, di essere ascoltata, di chiacchierare, di ballare, di piacere agli altri e di farseli piacere. Accantonati i pregiudizi, abbassata la soglia della sua inibizione, la donna scopre la piacevolezza di un ambiente che non avrebbe mai pensato di poter frequentare. Un giorno di gloria per Miss Pettigrew e’ costruito come una commedia: si svolge per lo piu’ in interni, ci sono le due protagoniste e intorno a loro un via vai di pittoresche comparse. E’ molto inglese, insolito, divertente, per una bacchettona come me, persino istruttivo.

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