giovedì 10 novembre 2011

a casa di Giorgio Montefoschi

l'appuntamento era davanti all'Euclide sulla Flaminia: lo scrittore vive su una collina davanti a Saxa Rubra e se non avessimo seguito la sua macchina non avremmo mai trovato casa sua. Eravamo in tre, io, Willi e Carlo, ognuno con il suo mezzo e riuscire a seguire questa strana carovana nel traffico delle sei di sera sulla Flaminia mi e' costato qualche anno di vita. Ci aspettava una villa spettacolare: al buio ho intravisto delle palme e poi sono stata abbagliata dai libri distribuiti su tutte le pareti del grande salone e dello studio. Due enormi cani lupo ci hanno leccato le mani (Carlo era un po' inquieto per il loro abbaiare sonoro). Quando Willi ha finito di illustrare il portale, Carlo ha acceso la sua Canon e siamo partiti con l'intervista. Montefoschi ha parlato dell'importanza dei luoghi nella letteratura; del viaggio come occasione di conoscenza; del suo rapporto con Alberto Moravia, più amico che maestro; del fastidio per la definizione di "cantore dei Parioli" affibbiatagli da un titolista di Repubblica; del suo amore per l'Odissea; dell'interesse che prova per la critica letteraria sul web. Il ritorno e' stato rapido e indolore.

Nessun commento: