sabato 12 novembre 2011

empatia maschile

appuntamento con gli architetti nella nuova casa per discutere i dettagli, le luci, gli armadi, le mensole. Ci siamo andati tutti e quattro perché ognuno potesse parlare di camera sua. Ieri sera mi erano venute le mestruazioni, l'assorbente l'avevo, ma mentre ero li' ho sentito un fiume invadermi le gambe, senza che potessi far nulla (il gabinetto ancora non l'hanno montato). Ho pensato che i pantaloni neri mi avrebbero aiutato a nascondere il disagio; in breve ero bagnata fin nei calzini. L'ho detto al marito, lui si e' innervosito, ogni volta ne hai una, smettila di lamentarti, e' importante, dobbiamo definire un sacco di cose. Alla fine sono stati i ragazzi ad insorgere, mamma non puoi stare qui in queste condizioni, andiamo a casa. Il marito era nero; io pallida come un cencio, praticamente dissanguata; gli architetti imbarazzati per noi. L'ho lasciato alle sue rifiniture, ho guidato con due buste di plastica sotto il sedere; a casa mi sono lavata, cambiata, sono tornata a prenderlo. Facevo meglio a lasciarlo li'.

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