martedì 22 novembre 2011

i 25 anni di Archinto

mi e' arrivato l'invito a una serata al Teatro Studio di Milano per i venticinque anni delle edizioni Archinto. Sarebbe bello andarci non solo per Rosellina, ma anche per rivedere Anna e Elena, le due redattrici con cui ho condiviso tre anni e mezzo di vita nella redazione di via Magolfa. Era un bellissimo posto: arrivavo in bicicletta a Porta Ticinese, svoltavo per il Naviglio, mi inoltravo nella stradina, parcheggiavo in cortile ed ero già li'. La mia scrivania era davanti alla stanza di Rosellina, dappertutto c'erano libri e riviste: gli epistolari di scrittori a cui lavoravo io, i numeri di Leggere, le vecchie gloriose copie dei libri per ragazzi della Emme edizioni. Il mio era un lavoro oscuro e solitario: si trattava di leggere libri per lo più in inglese e metterli sul tavolo di Rosellina con sopra un post it con il mio parere, rivedere le traduzioni e parlarne con i traduttori, scegliere i titoli, scrivere risvolti, controllare correzioni di bozze. La cosa più emozionante era ricevere dalla tipografia la prima copia del libro stampato, sfogliarla sperando di non incappare in un errore evidente. Quei libretti dalla copertina di cartone colorata per me erano un po' come parti, li seguivo per mesi: le lettere di Paolina Leopardi, quelle di Giosue' Carducci, Jane Bowles, Victor Segalen mi aprivano mondi. A ora di pranzo Anna scappava dalla figlia e dal "mostro", come chiamava il marito, da cui poi si e' separata; io mangiavo un panino da sola o con Elena, la persona più colta e più disperata che abbia mai incontrato (a un certo punto si era ridotta così male che non ha potuto più lavorare, ma collaborando da casa ha recuperato la sua dimensione e ora credo sia un punto di riferimento per molte case editrici). Rosellina era Rosellina: sorridente, accondiscendente, svagata eppure affezionata ai suoi libri, amava presentarli e regalarli, delle vendite le importava assai poco. E' stato il lavoro più "mio" che abbia mai fatto, ma mi stava stretto: mi mancava il confronto, la discussione, lo star dentro un progetto. Come sono partita da Roma d'impulso, così ci sono tornata. La redazione non e' più via Magolfa; gli epistolari escono ancora. Non andrò a Milano il 12 dicembre alla festa, ma stasera con il pensiero e' come se ci fossi tornata.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Fede perche' non ci vai? Passeresti una bella serata con persone simpatiche con cui hai condiviso alcuni anni della tua vita. Fai il biglietto! Stefano