lunedì 7 novembre 2011

Il paese delle spose infelici

facce di ragazzi capovolte: a vederle così e' Francesco, il giovane protagonista del film di Pippo Mezzapesa, che e' stato appeso al ramo di un albero per i piedi, con le mani legate. Arriva Zaza', il capobranco, lo slega, lo fa cadere per terra tra le risate degli altri e lo invita a giocare a pallone. E' un inizio molto suggestivo per un film che si rivela deludente. Siamo in Puglia, a Martina Franca. I ragazzi passano le giornate tra i campi, il mare, il fango del campo da calcio. Francesco e' figlio di un avvocato, Zaza' vive con un fratello spacciatore: diventano amici ed entrambi si innamorano della ragazza che voleva buttarsi dal tetto della chiesa. Gli ingredienti del romanzo di formazione ci sono tutti, da quell'estate il protagonista uscirà cambiato; la sensazione prevalente e' quella del compito svolto con diligenza. Il punto debole e' la sceneggiatura (e forse il libro di partenza: non l'ho letto, ma sul Desiati scrittore nutro dei pregiudizi generati dal suo Ternitti), mentre sono molto giusti tutti i ragazzi, le loro facce, e i luoghi in cui sono ambientate le loro avventure.

Nessun commento: