giovedì 3 novembre 2011

Incanto

Pietro Grossi me l'ha consigliato un amico e io, che in genere degli scrittori italiani diffido, ho accolto volentieri l'invito a scoprirne uno giovane e bravo. Incanto racconta la storia di Jacopo, un ragazzo della Bassa Toscana che vince una borsa di studio a Glasgow e poi finisce per fare il professore di fisica a New York.  La prima parte del libro descrive il protagonista e i suoi due amici Biagio e Greg. Il primo e' selvaggio e ingovernabile, il secondo ricchissimo e sfuggente; a unire i tre e' una vecchia moto rimessa in pista con infinita cura. Con qualche lungaggine, la storia dell'amicizia, delle corse in moto, della vita di provincia funziona. L'incontro tra Jacopo e Biagio adulti, e soprattutto quello tra Jacopo e Greg, invece, non mi sono piaciuti per niente: ho trovato forzata l'idea che uno di loro si fosse fatto burattinaio degli altri. Un discorso a parte meriterebbero le descrizioni dei rapporti del protagonista con le donne: la prima fidanzata Francesca lo annoia a morte, con Trisha finito l'ardore iniziale del sesso non sa più che dirsi, la sua convivente Amanda lo lascia indifferente, solo Tara, con cui ha una veloce relazione, lo fa impazzire per il suo culo stupendo. Mi sono tornati in mente il Sandro Veronesi di Caos calmo, il Francesco Piccolo della Separazione del maschio. C'e' un giovane scrittore italiano le cui pagine non grondino maschilismo?

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