martedì 13 dicembre 2011

Che Dio ci aiuti

scegliere per la conferenza stampa un esclusivo circolo dei Parioli, invitare un prestigioso cuoco modenese a cucinare il pranzo per i giornalisti: questa la strategia della Lux Vide per lanciare la più indifendibile delle fiction di raiuno. L'idea alla base di Che dio ci aiuti e' semplice: abbiamo Don Matteo, siamo arrivati all'ottava stagione e la gente non si e' ancora stufata di vedere il sempre più legnoso Terence Hill sorridere e risolvere improbabili casi polizieschi, perché non raddoppiare e far partire un'altra serie con una suora al posto del prete (Elena Sofia Ricci, tutta smorfie e occhi al cielo: le avranno detto che le suore fanno così). Come regista hanno scelto Francesco Vicario, quello dei Cesaroni (e che non ve le volete fare due risate?), come detective e comprimario Massimo Poggio (e' in tutte le fiction, e' un tipo adattabile e abbastanza piacione), intorno tante attricette carine e scollacciate (la suora deve pur redimere qualcuno). Nei frammenti che ho visto io, Elena Sofia Ricci accoglie in convento una ragazza madre che fa l'operaia, una pazza viziata, una tipa "burrosa" (l'attrice che la interpretava era secca come le altre), nonché il detective che le fa innamorare tutte. La prima puntata si e' chiusa con un colpevole incarcerato e un ragazzo che si sveglia dal coma grazie all'amore della sua ragazza e alle preghiere della suora. Ne hanno fatto otto puntate, contano di andare avanti per i prossimi anni con serie su serie. Spettatori rivoltatevi, ne avete facoltà.

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