sabato 24 dicembre 2011

davanti alla sua amica

ieri mia figlia mi ha mandato un messaggio, viene a cena Giorgia. Dopo mangiato, la richiesta: posso andare al cinema alle dieci e mezza? No, non puoi andarci, e' troppo tardi, hai un sacco di giorni di vacanza, non so come ci vai e come torni. Non l'avessi mai detto: e' partita una scenata che non finiva più:  mi vuoi rovinare la vita, non mi fai fare niente, vuoi che io sia emarginata... Io cercavo di caricare la lavastoviglie e di trattenermi dallo strattonarla per farla tornare in se', Giorgia intanto rimaneva seduta a tavola con gli occhi fissi nel vuoto. Lei il problema dei permessi non ce l'ha: abita all'Aventino e per i genitori e' normale che vada al cinema all'ora che vuole e che torni in motorino all'una di notte. Finito il primo round, esausta dalla discussione, stridula per la mancanza di voce, mi sono accasciata di fronte alla tv. Dopo aver minacciato ripetutamente di uccidermi e di suicidarsi, la figlia e' finalmente scesa in camera sua con Giorgia, divenuta una statua di sale. Passano cinque minuti e la figlia torna alla carica. Consigliata dall'amica, ha cambiato strategia: ora e' passata a implorare. Scusa, scusa, se non posso andare al cinema, posso almeno andare a Ponte Milvio? Mi hai fatto troppo arrabbiare, ti sei comportata troppo male, vai, ma alle undici e mezzo torna a casa. Eh no, alle undici e mezza non posso, arrivano tutti alle undici, almeno mezzanotte. Deposta la maschera della contrita, ora e' di nuovo lei aggressiva, minacciosa. Vorrei sentire cosa dice Travaglio alla Gruber, vorrei che si togliesse di torno, penso a Giorgia al piano di sotto, resisto, la mia serata e' rovinata, lei piange, si lamenta di avere i peggiori genitori del mondo. Il marito osserva la scena come fosse un estraneo: e' un problema tra me e lei, lui si chiama fuori. Alla fine la figlia dice con aria teatrale, scendo mezz'ora sotto il portone, in questa casa non ci resisto. Alle dieci io crollo, non riesco neppure più a leggere, poso la testa sul cuscino, mi addormento, faccio sogni agitati. Mi sveglia la porta di casa che si apre, dovrei controllare l'ora, ma ho la testa pesante. Mi si prospettano delle belle vacanze.

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