sabato 24 dicembre 2011

Dove eravate tutti


romanzo famigliare, romanzo generazionale, abbozzo di tesi di laurea in storia contemporanea: tutto questo e’ il libro del ventottenne Paolo Di Paolo, Dove eravate tutti, ma forse e’ soprattutto il miglior ritratto che abbia letto finora degli anni berlusconiani appena conclusi (si spera). Il padre di Italo, il protagonista, ha investito con la macchina un suo ex alunno che gli ha rovinato la vita; la sorella e’ innamorata proprio del ragazzo investito; la madre se n’e’ andata a Berlino. Italo, che ha studiato storia perche’ gli pareva “la piu’ maschile tra le materie femminili”, vuole fare una tesi su Berlusconi: il Professore lo rimanda all’Assistente, l’Assistente che sta per candidarsi con il Pd, lo esorta a lasciar perdere. Prime pagine di giornali a scandire i principali eventi dal 2000 a oggi, facebook che cambia i rapporti tra amici, eliminando la cesura del tempo, la trasmissione Colpo grosso che segna l’inizio della fine del buon gusto in televisione: Dove eravate tutti e’ anche un catalogo delle nostre cecita’, di quello che abbiamo lasciato accadere nel nostro paese senza battere ciglio. Davvero un bel libro.

Nessun commento: