venerdì 16 dicembre 2011

insegnare a scrivere (2)

quello che mi colpisce dei riassunti che Livia, l'amica di mia figlia, fa dei racconti che le propongo non e' tanto l'italiano approssimativo, quanto l'incapacità di cogliere il succo della storia. E' come se, digiuna di letture, si lasciasse distrarre da particolari secondari. Nel racconto di William Trevor Il matrimonio di Teresa ha notato i due padri che bevevano, l'infelicita' delle sorelle della sposa, ma non che la ragazza era incinta e per questo aveva acconsentito alle nozze. Così in Giochi al crepuscolo della Desai non aveva colto l'angoscia del ragazzino che si era nascosto e che nessuno aveva cercato, bensì la stranezza dei giochi fatti dai bambini indiani. Entrambi i racconti non le sono piaciuti, l'hanno disorientata per l'infelicita' che esprimevano: tu hai letto tutti e due i libri? mi chiede spalancando gli occhi: e' chiaro che le pare una fatica tremenda e soprattutto inutile, ma non mi vuole scontentare. Volenterosa, mette in borsa Morley Callaghan e mi promette di tornare presto con il prossimo riassunto. E' dura avere un'amica con la mamma maestrina.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E farle leggere qualcosa di allegro no?