sabato 17 dicembre 2011

la macchinetta

Signora, non faccia quell'aria preoccupata, mi ha detto il tizio che ci ha venduto la macchinetta. Mia figlia era entrata nel trabiccolo insieme alla sua, e lo stava avviando. Sentendo quel rombo maligno devo aver fatto una faccia così disperata che il tipo si e' sentito in dovere di rassicurarmi. Lo so che sto proiettando la mia insicurezza alla guida su una ragazza sveglia che se la caverà senz'altro meglio di me, ma l'idea che mia figlia si aggiri per la città dentro quella scatoletta non mi lascia per niente tranquilla. Ripenso a cosa ci ha portato fin qui: ai due anni di insistenza continua da parte sua; all'alternativa con il motorino, molto più pratica ma alla fine bocciata perché in quel caso sarei dovuta ricorrere ai tranquillanti; al sogno di essere una madre tutta d'un pezzo, usa gli autobus fino a diciott'anni e poi se ne riparla. La responsabilità di insegnarle a guidare se la prende il padre, io non sono in grado. Posso solo stilare un decalogo di regole, non portare passeggeri, non rispondere al telefono mentre guidi, rispetta i semafori, gli stop, vai piano, non ci uscire di sera o quando piove forte: io lo stilo e lei lo butta dal finestrino.

1 commento:

Anonimo ha detto...

a ma' tranquila, te ce faccio fa' 'un giro e vedi se'n'te piace