giovedì 8 dicembre 2011

Le nevi del Kilimangiaro

al centro delle Nevi del Kilimangiaro c'e' una bellissima figura di donna, Marie-Claire. Michel, il marito, che lavorava al porto ed era sindacalista, e' in cassa integrazione perché non ha voluto un trattamento privilegiato; due giovani banditi sono entrati in casa loro, li hanno malmenati e derubati della somma regata da amici e parenti per l'anniversario di matrimonio; sua sorella e' rimasta traumatizzata dalla rapina e non fa che piangere. Marie-Claire e' una tosta, e' sempre stata felice di quello che aveva e non ha mai smesso di preoccuparsi per chi aveva meno di lei. La scena in cui la donna si siede per la prima volta sola in un bar e si lascia consigliare dal gentile cameriere su cosa bere (sono pene d'amore, chiede lui partendo con una disquisizione sul loro superamento, no, e' la vita, risponde lei, allora e' più grave, fa lui) e' la sintesi del suo carattere positivo, che tende a trovare soluzioni. Il regista Robert Guediguian sceglie di raccontare la crisi economica di Marsiglia, i licenziamenti, la guerra tra le generazioni attraverso Michel e Marie-Claire, che non si piegano al cinismo imperante, anche a costo di andare contro il parere degli amati figli. Le nevi del Kilimangiaro e' un film controcorrente: mette in scena la bontà, la rettitudine, l'idealismo, la solidarietà, la voglia di capire le ragioni degli altri; lo fa con leggerezza, sincerità, umorismo. Si esce dal cinema sorridenti e turbati.

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