sabato 24 dicembre 2011

l'effetto velko

quando avevo quattordici anni o giù di li' in un campeggio in Sardegna ho scambiato due parole con un ragazzo milanese, un po' più grande di me. Mi ha dato il suo indirizzo, io gli ho dato il mio. Uno dei due ha scritto una lettera all'altro: per vari anni abbiamo intrattenuto una fitta corrispondenza. Su in soffitta le devo ancora avere le lettere di Velko: sono tante, tantissime, aveva una bella calligrafia chiara e ordinata, usava sempre le stesse buste. Le mie invece erano tutte diverse, molto più infantili: prendevo di volta in volta la carta da lettere colorata che mi veniva regalata (oggetto ormai totalmente desueto), fogli di quaderno, buste raccolte in casa. Gli raccontavo tutto quello che mi succedeva, era quasi un doppione del diario che non facevo leggere a nessuno, mi sentivo appoggiata da lui. Gli piaceva molto Roma e le due o tre volte in cui e' venuto a trovarmi era tutto contento di uscire con i miei amici, di essere ospitato in casa mia, del sole, delle passeggiate. Un anno, a pasqua, ho deciso di andare io a trovarlo. Era figlio unico e i suoi genitori, uno dei quali tedesco (forse il padre), sono stati gentili con me. Lui invece era un po' a disagio, mi chiedeva in continuazione che cosa volevo fare. Poco dopo quella visita le nostre lettere si sono diradate. Quando mi sono trasferita a Milano, una sera mi ha invitato a cena. Abitava ancora con i suoi, ma si erano trasferiti fuori città. C'era anche una fidanzata, mi ricordo di aver parlato più con lei che con lui, che era rimasto invariato nel tempo. Poi basta. La storia di Velko mi e' tornata in mente pensando all'appuntamento con Pietro. E' tutto diverso, io e Pietro non ci scriviamo, al massimo un messaggio ogni tanto. Pero' lui sta a Milano e io a Roma, lui legge il mio blog e me lo commenta al telefono. Perché temo l'effetto velko, il passaggio da un caloroso rapporto a distanza all'imbarazzo di un incontro diretto? E' che mi gira male, non ho affatto smaltito la rabbia suscitata ieri dalla figlia, vedo tutto grigionero come il gelido cielo di questo 24 dicembre. Come non deludere Pietro, non essere delusa da lui?

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