venerdì 16 dicembre 2011

l'ostilita' del palazzo

ieri sera il marito e' tornato a casa bianco come un cencio, stravolto. Era stato a una riunione di condominio del nuovo palazzo e si era trovato oggetto di un tiro incrociato da parte di quasi tutti i presenti. Si parlava della vendita del terrazzo, lui voleva fare un'offerta, loro l'hanno aggredito, gli hanno detto, sei l'ultimo arrivato, ci stai infastidendo da mesi con i tuoi lavori, ora vuoi comprarti tutto, farci l'affare, a te non vendiamo proprio niente, piuttosto ce lo teniamo. E' un vecchio palazzo e ci abitano persone anziane, incattivite dalla crisi. Posseggono una casa che vale parecchio, ma non hanno altro, e se ci sono dei guasti non li possono neppure riparare. Arriva un tizio alto, dall'aria giovanile, sempre in giacca e cravatta, brusco nei modi (e' brusco come lo sono io, per timidezza, per idiosincrasia verso i convenevoli, e questo a Roma, per i romani, e' il peccato maggiore, ti fa sembrare uno snob), si coalizzano contro di lui, danno sfogo al rancore. Non avevo voglia di andare nella nuova casa, ora, per reazione a questo attacco preventivo, quasi vorrei trasferirmici domani, vedere se di fronte alla nostra famigliola i vicini si placano. Sono perfino disposta ad accompagnare il marito alla prossima riunione, non me lo possono massacrare così.

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