mercoledì 7 dicembre 2011

mamma frana

ore 11: mi arriva un messaggio della figlia, chiamami. Lo faccio subito, dovrebbe essere a scuola, perché mi vuole sentire? Una brutta notizia, esordisce, mi sono fatta interrogare e ho preso cinque in latino, avevo sette allo scritto... Perché sei andata volontaria se non avevi studiato? le chiedo. E' quello che mi ha chiesto anche la prof, ma io la versione l'avevo fatta... tranquilla, mi faccio interrogare un'altra volta. Come fai a parlare al telefono, non sei in classe? C'e' ginnastica, dice lei, non la faccio mai, devo studiare filosofia. Non ti far interrogare, le dico, ripassiamo prima Platone insieme. Metto giù e penso a come siamo diverse io e mia figlia: lei alta magra atletica che salta la lezione di educazione fisica per pura pigrizia, io che la odiavo quell'ora e non l'ho saltata mai. Penso anche alla mia blanda reazione al suo cinque: avrei dovuto sgridarla, farla sentire in colpa? Mi sembra già un miracolo che abbia sentito il bisogno di telefonarmi per dirmelo. Io ho avuto una mamma che era una roccia, lei ha una mamma che e' una frana e lo sa benissimo.

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