domenica 25 dicembre 2011

pranzo di natale

e' toccato alla suocera prendersi cura di noi quattro derelitti: abbiamo mangiato da lei ieri sera e oggi a pranzo e la bontà del cibo e' riuscita almeno in parte a supplire alla mancanza di riti natalizi denunciata dai miei figli (avevo detto, niente albero partiamo, e non mi ha proprio sfiorato il pensiero di correre ai ripari, inventandomi di corsa decorazioni e regali). Oggi a tavola c'erano anche le due nipoti: la madre, tutta pettinata, scollata e con tacchi a spillo, e' salita a salutare, andava a pranzo con il suo nuovo compagno, il padre festeggiava nelle Filippine con il bambino di un anno e mezzo e la sua donna di nuovo incinta. La grande (diciassette anni) era abbastanza loquace, rispondeva disinvolta ai miei tentativi di tener viva la conversazione, la seconda (quindici anni) era catatonica, non si e' mai tolta la giacchetta, lasciava che la sorella rispondesse per lei (l'unico momento in cui si e' rianimata, e' stato quando verso le quattro del pomeriggio, a corto di argomenti, ho parlato dei complessi che hanno gli adolescenti e di cui mia figlia sembra priva: lei se n'e' uscita d'impulso: io ho il complesso delle cosce: inutile dire che ha gambe belle e normali). Alle cinque, quando mia suocera cominciava a dare segni di cedimento, la madre delle ragazze e' tornata a prendersele e noi siamo andati a vedere Sherlock Holmes. Tra le cose da salvare di questo natale la bella passeggiata con Pietro (niente effetto velko, solo tante chiacchiere in grande libertà e confidenza).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Le chiacchiere in libertà e confidenza sono il più bel regalo di questo natale, grazie