domenica 25 dicembre 2011

Sherlock Holmes, Gioco di ombre

e’ il giorno di Natale, riusciamo a convincere il figlio a venire al cinema con noi, ci caliamo per una delle ultime volte nei panni di una coppia che porta il bambino a vedere un film adatto a lui. Questo Sherlock Holmes in parte lo e’, in parte no: parla il suo linguaggio di adolescente cresciuto a videogiochi nelle spettacolari scene di combattimento (volano bombe, proiettili, cazzotti, pugnali, il tutto a una velocita’ sconcertante per noi, normalissima per lui); contiene una riflessione forte sulle guerre che si scatenano tra gli uomini (non c’e’ bisogno che un cattivissimo con smanie di arricchimento le provochi, sono i governanti stessi a non preservare la pace, a tuffare i loro paesi nei conflitti senza dar peso alle conseguenze in termini di vite umane e devastazioni). Il tutto condito con lo sguardo folle di Robert Doweney Jr., il piu’ irriverente degli Sherlock, il piu’ lontano dall’iconografia dell’investigatore con il cappello, la mantella e la pipa che ho conosciuto nella mia infanzia. Qui Sherlock, oltre a combinare di tutti i colori (butta giu’ dal treno Mary, la moglie di Watson, precipita giu’ per una cascata), passa da un travestimento assurdo all’altro: e’ una poltrona, un vecchio cinese, un cameriere, una dama; muore e risorge piu’ di una volta. Divertente e per niente scemo.

Nessun commento: