mercoledì 28 dicembre 2011

tran tran familiare

ho scoperto che con la figlia posso dialogare solo in due modi: via messaggi (per quante ce ne possiamo scrivere non diventiamo mai così aggressive come quando ci affrontiamo direttamente) o quando siamo nella sua macchinetta (e' così contenta di guidare, così concentrata nell'imparare nuovi itinerari che deposita ogni spirito polemico). Stamattina mentre cercavo eventi culturali del nuovo anno da caricare sul sito e' stato un continuo risponderle: aveva discusso con il padre; sosteneva, tanto per cambiare, che le stavamo rovinando le vacanze. Sono uscita alle due dal lavoro  e alle tre mi sono fatta portare da lei sotto la casa nuova, poi le ho mostrato la strada per piazza Mazzini e per arrivare dalla nonna. Con sua grande meraviglia sono poi scesa dalla macchinetta e ho preso un autobus per via del Corso. Voleva accompagnarmi, lei dell'autobus ha la fobia; a me non sembrava vero salire su un mezzo sicuro su cui potermi finalmente rilassare. Mezza congelata e ottenebrata dal raffreddore ho girato tra i negozi cercando pezzi per le calze della Befana, che quest'anno dovra' essere un po' più ricca del solito come risarcimento del viaggio mancato. Il marito sta meglio, ancora due medicazioni e dovrebbe essere a posto; sono state vacanze brevi ed insulse, ma poteva andarci peggio se la cisti fosse scoppiata lontano da qui. Ogni tanto arriva un messaggio dei miei parenti; papa' che gira tra Noto e Siracusa, Maddalena che scala piramidi maya e Isabella che si tuffa nel mare delle Virgin Islands ci fanno sentire parecchio meschini. Ci rifaremo prima o poi.

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