lunedì 9 gennaio 2012

Anita

sulla carta poteva essere una bella fiction: due attori bravi come Valeria Solarino e Giorgio Pasotti, Claudio Bonivento come regista. Di fatto Anita e' il solito polpettone televisivo: lui ama lei, tante difficoltà e la morte che li separa anzi tempo. A sottolineare il tutto l'onnipresente enfatica musica composta da Amedeo Minghi, che di questa miniserie e' anche coautore della sceneggiatura. Bonivento e' stato tra i primi ad arrivare alla conferenza stampa: si agitava, ha assistito alle mie interviste alla Solarino e Pasotti, un altro po' mi suggeriva le domande. Quando e' stato il suo turno di parlare, si e' dilungato in complimenti per i suoi interpreti. Sull'aspetto "televisivo" in senso deteriore del suo film non ha potuto che concordare: al cinema si fa in un altro modo, qui la gente deve capire subito di che si tratta e, se si distrae, se suona il telefona, se si alza dalla poltrona, deve ritrovare il bandolo della matassa. Perché non capiscono che questa e' la morte del racconto, della creatività, che una televisione che anestetizza il pubblico proponendo solo l'ovvio non può che essere una televisione residuale? Anita un trattamento così non se lo meritava di certo.

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