sabato 14 gennaio 2012

il discorso di papà

al resoconto della serata di ieri manca il discorso di papà. Lui adora parlare in pubblico, parla anche quando nessuno glielo chiede, figurarsi quando è invitato a farlo. È partito riagganciandosi al ricordo di Domenico, apparso in casa nostra proprio in occasione di un compleanno di Maddalena, portato non si sa da chi. Papà ha raccontato la buona impressione che gli aveva fatto Domenico, appena tornato dall'America con il suo papillon e i suoi modi bolognesi, così diversi da quelli informali e un po' rozzi degli amici geologi della festeggiata. Pochi mesi dopo, però, all'annuncio che Maddalena stava per trasferirsi a casa di Domenico, l'entusiasmo iniziale si era alquanto smorzato. Mia madre l'aveva minacciata: se vai a vivere con lui, qui non torni; papà si era affrettato a rassicurare di nascosto la sua primogenita: la porta per te è sempre aperta. Papà è poi scivolato a parlare di sé, nonno felice di ben sei nipoti; l'attento uditorio stimolava la sua facondia, chissà quante altre cose avrebbe detto, se la mia severissima sorella non l'avesse interrotto: qui si parla di me, non di te, grazie basta così. Sono sicura che gli svizzeri avrebbero apprezzato anche il seguito del suo divagante discorso.

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