venerdì 27 gennaio 2012

La vita che corre

all'origine della miniserie rai sulle stragi del sabato sera c'e' stata una richiesta da parte della stradale, che voleva attirare l'attenzione della gente su questo problema (e il capo delle relazioni esterne della polizia si e' dichiarato molto soddisfatto del risultato). L'incidente che coinvolge cinque giovani e il conducente di un camioncino avviene nella prima mezz'ora, poi la storia prende una pista gialla, sono stati ritrovati due chili di cocaina bisogna scoprire a chi appartenevano. Non manca il pippone sui genitori che non conoscono i figli, che non sanno nulla di loro pur vivendo sotto lo stesso tetto. Molto brutta una delle scene iniziali, la cena nella villa del primario: De Caro fa il padre dei due ragazzi che la sera faranno l'incidente e sembra quasi urlare allo spettatore inerme IO SONO UN PROFESSORE SFIGATO, IL MIO FIGLIO MAGGIORE E' UN MEDICO DI BELLE SPERANZE CHE STA PER FARE UN BUON MATRIMONIO CON LA FIGLIA DEL SUO PRIMARIO, IL MIO FIGLIO MINORE E' UN POCO DI BUONO. Il poco di buono ci lascia subito la pelle, l'altro e' meno innocente di quanto sembrava. E qui veniamo a uno dei pochi pregi di questa fiction: l'attore Flavio Parenti. Non solo e' bello come pochi, ma ha un'aria stropicciata, dimessa, non urla lui, non scandisce, non strabuzza gli occhi, non li rovescia indietro; recita. Ora e' impegnato a Bologna nelle riprese della serie televisiva diretta da Pupi Avati in cui fa il compagno di Micaela Ramazzotti. Chissa' se a ottobre saro' ancora a tv talk a seguire le fiction.

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