martedì 3 gennaio 2012

l'assalto dei ricordi

il marito, casalingo forzato (ha un certificato che lo tiene in casa fino al 9), si da' alla cucina. Stasera mi ha fatto trovare un piatto che mi ha riempito di commozione: le pizzelle fritte. Quando mia madre ce le faceva, caldissime, con sopra salsa di pomodoro e una spruzzata di parmigiano, per noi era una festa. E' da un po' di giorni che la nostalgia di mamma, della sua presenza fisica, della sua voce, mi assale ad ondate. A capodanno mi sono messa il suo anello, quello con la pietra verde che non si toglieva mai. Sentirmelo al dito me la fa sentire vicina, pero' ho un dilemma: mi sta grande, ho paura di perderlo, dovrei farlo stringere, ma non voglio che lo ripuliscano, lo mettano a nuovo, mi piace così opaco per l'uso, il suo uso. E' strano quanto poco resta di chi abbiamo amato: un sapore, un oggetto. E poi c'e' un gran vuoto che riempiamo di altro, ma sempre vuoto resta.

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