mercoledì 25 gennaio 2012

Middlesex


Middlesex e’ tanti libri insieme, uno piu’ bello dell’altro. Ogni personaggio cresce e si modifica sotto i nostri occhi, proprio come la vita modifica gli esseri viventi e la Storia entra pesantemente nelle vicende private influenzandone il corso. Ho adorato la storia di Desdemona e Lefty, i due fratelli greci rimasti orfani in un villaggio sperduto a cercare di contrastare il sentimento incestuoso tra loro, lui cercando l’oblio tra le braccia delle prostitute turche, lei ingegnandosi a trovargli una moglie. A spingerli uno nelle braccia dell’altra e’ la guerra che insanguina  e brucia la loro terra, costringendoli a fuggire negli Stati Uniti. Il racconto di come i due sulla nave fingono di non conoscersi e di corteggiarsi a vicenda, finendo per crederci davvero, e’ strepitoso. Poi c’e’ l’arrivo a Detroit, la breve e terribile esperienza in fabbrica, c’e’ il contrabbando di alcol, l’apertura di un locale, la nascita dei due figli funestata dalla paura delle malattie genetiche. Romantica e contrastata e’ anche la storia d’amore tra i due cugini Milton e Tessie: lui che va in guerra perche’ lei lo ha respinto, lei che guardando un cinegiornale capisce di essersi sbagliata e di volere solo lui. Infine c’e’ la storia del/lla protagonista dichiarata bambina alla nascita, scopertosi ermafrodito nell’adolescenza: la sua scoperta del sesso con una coetanea, la visita dal medico che s’innamora del caso, l’avventurosa fuga dai genitori sconvolti sono pagine che incollano il lettore al libro. Middlesex pullula di personaggi minori, ognuno descritto con la cura che merita: la cugina lesbica Sourmelina; Zizmo, il suo marito frustrato; padre Mike che si rassegna a sposare la sorella della donna che ama; Chapter Eleven, il fratello di Callie, travolto dagli anni settanta. Lo sguardo di Eugenides sulla varia umanita’ che mette in scena resta sempre affettuoso ed ironico; non giudica, non stigmatizza; prende atto della varieta’ della vita e sulla scia del suo amato Omero la rende oggetto di narrazione. Nel mio personale viaggio a ritroso nella sua opera manca la prima tappa: urge l’acquisto del Giardino delle vergini suicide.

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