mercoledì 25 gennaio 2012

a proposito degli sfigati

"Chi non si laurea a ventotto anni e' uno sfigato": sull'affermazione del vice ministro al Welfare Martone, io e Stefano, il montatore trentenne concordiamo. Chiacchierando con lui, scopro che non e' solo molto bravo a fare il suo lavoro, ma ha anche una laurea tre più due in arte e spettacolo presa a Roma Tre (senza uscire fuori corso). Oggi e' più avvilito del solito: mi racconta che la società per cui lavora ha vinto un altro appalto con la rai, solo che per farlo ha dovuto ribassare le tariffe. Una montatrice che aveva in passato collaborato con loro ha accettato un contratto al 30% in meno di quello che guadagnava l'anno scorso: trenta per cento in meno su mille e duecento euro al mese fa una miseria, non si rifiuta solo se si e' disoccupati da mesi e non si vede niente all'orizzonte. Stefano teme che a settembre, al momento del rinnovo del contratto, la stessa proposta venga fatta a lui: accettare gli farebbe odiare per sempre quello che fa, non accettare lo metterebbe in guai seri. Stefano si sta prosciugando dalla tristezza e dalla preoccupazione, il pensiero del matrimonio imminente non lo rallegra come dovrebbe, il problema del lavoro non gli da' tregua. Caro Martone, prima di pensare a chi poltrisce all'università pensi agli sfigati iperqualificati senza agganci politici e sociali: sono tanti, più di quanti lei possa immaginare.

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