martedì 21 febbraio 2012

6 passi nel giallo

quattro anni fa quando ho conosciuto Giancarlo Scheri, il direttore della fiction mediaset, ci siamo detestati a prima vista. Era una delle mie prime interviste, seguivo alla lettera le indicazioni che mi arrivavano da Milano, lui si e' innervosito per una domanda inopportuna, mi ha attaccato, io ho retto, ma mi sono a mia volta molto arrabbiata. Un'altra volta la sua addetta stampa, che non lo perde di vista un momento, mi ha accusato in maniera molto dura di fare domande a tradimento. Oggi pero' devo riconoscere a Scheri che non parla a vanvera: alla fine dell'anno scorso aveva detto che Mediaset avrebbe sperimentato nel settore della fiction e che i nuovi prodotti sarebbero stati pensati per un mercato internazionale. 6 passi nel giallo, la serie presentata stamattina alla casa del cinema, che andrà in onda su canale cinque a partire da mercoledì, va proprio in questa direzione. L'idea e' quella di rifare il verso ai film gialli e horror degli anni settanta. Tarantino ha celebrato registi italiani di quegli anni come Bava, Castellari, Fulci e Margheriti che da noi ora sono quasi sconosciuti. I sei film che Mediaset ha commissionato al figlio di Mario Bava, Lamberto, e al figlio di Lamberto, Roy, nonché al figlio di Antonio Margheriti, Edoardo, non sono dei capolavori, ma mi sono sembrati dei bei gialli, con la giusta dose di tensione. I temi sono quelli classici del genere: la sensitiva ossessionata da una bambina morta; il serial killer che stacca gli scalpi alle donne dopo averle violentate e uccise; la gemella cattiva e la buona; la famiglia in ostaggio di rapinatori drogati. Il ritmo e' incalzante, la musica pure. I film sono stati girati tutti in inglese e sullo sfondo dell'isola di Malta. Un'idea così non poteva venire alla Rai? Non dovrebbe essere il servizio pubblico a sperimentare, a scuotere lo spettatore? Avevamo Crimini di De Cataldo e Lucarelli: dopo due serie non se n'e' fatto più niente. Continuiamo a fare fiction per vecchi (e non vecchi normali, vecchi con grossi problemi di udito vista e comprensione), continuiamo a farci del male.

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