giovedì 16 febbraio 2012

Gianrico Carofiglio a Discorso Diretto

al teatro Palladium di Roma la fondazione Bellonci ha organizzato una serie di incontri tra il pubblico e gli scrittori. Ha cominciato Faletti, che non ha voluto le telecamere, oggi e' stata la volta di Carofiglio, il mese prossimo ci sarà Saviano. Sopra un palco Carofiglio e' nel suo elemento, gli piace tantissimo raccontarsi e intrattenere il pubblico. Il suo repertorio non e' vastissimo, l'avevo visto due anni fa all'Auditorium insieme a Concita De Gregorio e gli aneddoti sulla sua carriera letteraria sono più o meno sempre gli stessi. Carofiglio ha descritto i suoi primi tentativi bocciati dalla moglie, il primo libro accettato dalla Sellerio, ma rifiutato sei mesi dopo la pubblicazione da una casa editrice a cui l'aveva mandato tempo prima (con la motivazione che il comitato commerciale non l'aveva ritenuto adatto al mercato). Carina la digressione sugli aspetti autobiografici dell'opera: per Il passato e' una terra straniera si e' visto attribuire un passato di drogato e di baro, mentre il successo dell'avvocato Guerrieri con le donne lo ha spinto a non negare l'identificazione tra personaggio e autore. Il pubblico era molto misto: c'erano dei liceali che avevano prodotto un book trailer ben girato ma poco significativo sul suo ultimo libro, signore adoranti, professori. Sollecitato dalle domande della platea, Carofiglio si e' espresso a favore dell'editing (ha rivelato che Il silenzio dell'onda era piu' lungo di sessanta pagine prima che gli venissero proposti dei tagli), ha parlato dell'amore per i cani, dei film tv tratti dai suoi libri (che non gli sono piaciuti), della sua invidia per Camilleri e la sua popolarità, della sua carriera politica come un'esperienza ormai esaurita. Per chiudere ha letto un brano della sua intervista impossibile con Tex Willer dedicato agli spazi bianchi tra i fumetti, a quello che di un personaggio letterario non sappiamo e non sapremo mai.

2 commenti:

volevoesserejomarch ha detto...

un tempo mi infatuavo facilmente per persone reali o immaginarie. Carofiglio non l'ho mai conosciuto direttamente, ma ero innamorata di lui. La carofiglite mi e' passata così' come mi era venuta: ascoltarlo mi deliziava, ora mi diverte moderatamente; correvo a comprarmi il suo ultimo libro, ora non ci penso proprio. Chissa' perché.

volevoesserejomarch ha detto...

un tempo mi infatuavo facilmente per persone reali o immaginarie. Carofiglio non l'ho mai conosciuto direttamente, ma ero innamorata di lui. La carofiglite mi e' passata così' come mi era venuta: ascoltarlo mi deliziava, ora mi diverte moderatamente; correvo a comprarmi il suo ultimo libro, ora non ci penso proprio. Chissa' perché.