venerdì 17 febbraio 2012

Il treno del lago

e' una settimana che torno a casa di corsa per leggere Il treno del lago e la mattina esco con il rimpianto di non poter rimanere tra le lenzuola ad addentrarmi nelle vicende che vi sono narrate. Ora che l'ho finito, so che mi mancherà. L'ultimo romanzo di Sue Miller parla dell'elaborazione del lutto, ma anche dell'ambiguità dell'amore. Il treno del lago e' uno spettacolo teatrale, lo ha scritto Billy, una giovane drammaturga; la sera della prima vanno a vederlo una coppia di amici Leslie e Pierce e portano con loro Sam. Billy era fidanzata con Gus, il fratello di Leslie: lui e' morto nell'aereo che si e' schiantato sulle Torri gemelle. Al centro della pièce c'e' un uomo che riceve dal figlio la notizia che il treno su cui si trovava la moglie ha subito un attentato. Prima di sapere se la donna e' sopravvissuta o no, il protagonista riconsidera il rapporto che aveva con lei: la tradiva, voleva lasciarla, eppure l'idea di averla persa per sempre lo schianta. Questo spettacolo imprime una svolta nella vita di molte persone: di Leslie che era convinta che Billy amasse Gus quanto lui amava lei; di Rafe, l'attore, che ha una moglie molto malata e si rispecchia nei tormenti del suo personaggio; di Billy che, finalmente, mettendolo in scena, si libera del senso di colpa per aver voluto lasciare Gus; di Sam, che s'innamora di Billy prima per come scrive e poi per com'e'. Sue Miller racconta in terza persona, assumendo capitolo dopo capitolo il punto di vista di Leslie, Billy, Sam e Rafe alle prese con il sentimento amoroso, la sua mancanza, il suo desiderio, il coraggio, la vigliaccheria, il dolore o la felicita' che ne deriva. Lo sguardo di Miller mette a nudo i personaggi, i loro moti più intimi, senza mai risultare impietoso e il lettore, come gli spettatori del Treno del lago, si immerge nella storia scoprendo oscuri lati di se'.

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