lunedì 6 febbraio 2012

in autobus

si era detto che oggi sarebbero state chiuse le scuole e gli uffici pubblici, che poteva girare solo chi aveva le catene a bordo. Mi pregustavo una giornata di casa e letture, poi si è scoperto che chi non andava al lavoro doveva prendersi ferie. All'andata l'autobus l'ho aspettato un quarto d'ora, al ritorno quarantacinque minuti: sono un pezzo di ghiaccio. In redazione ero sola e avevo mille cose da fare. La figlia ha invitato a pranzo il suo presentissimo fidanza; il figlio mi ha scritto un messaggio: è simpatico. Almeno questo. Io sono stanca, la filippina che mi siede accanto dorme profondamente. La strada è sgombra, avrei potuto prendere la macchina, mi sono lasciata suggestionare dal clima da catastrofe incombente. E domani le scuole sono ancora chiuse.

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