giovedì 16 febbraio 2012

non mi sento tanto bene

non mi sento bene, e' stato il ritornello del figlio da qualche settimana a questa parte: si e' fatto venire a prendere a scuola prima, ha saltato pallanuoto, ha passato due week end di seguito in pigiama. All'ennesimo non sto bene vieni, mi sono preoccupata. Ieri sera l'ho portato dal medico (la pediatra, se le dico che non ha la febbre, neppure lo prende in considerazione). Dopo la visita, questo era perplesso, ha detto, forse ha un virus che lo spossa, ma io non vedo niente, lo tenga a casa un giorno, passera', si potrebbe fare un'analisi del sangue, ma non mi sembra il caso. Una volta entrato il tarlo nella mente, non e' facile farlo uscire. Stamattina sono uscita all'alba con lui e l'ho portato al laboratorio di analisi di mia zia. La diagnosi per me era chiara: mononucleosi. Ne ero così convinta che mi ero calmata, in fondo la mononucleosi l'ha avuta anche la figlia, non e' così terribile, passa con il riposo. Dopo la corsa in laboratorio, dove la dottoressa si e' mostrata più preoccupata per il mio aspetto sbattuto che per quello del figlio, ho lasciato lui a casa e mi sono fiondata a Teulada a prendere la cassetta di Monti  a Skytg24. Il tecnico della multifunzione mi ha accolto con un ben poco gentile, cornuti. Non ce l'aveva specificamente con me, se no non avrebbe usato il plurale, ma non e' bello sentirsi rivolgere questo epiteto con aria seria e per motivi non chiari. Al montaggio ho lavorato con Stefano al Monti di cui sopra e a un pezzo sulla sentenza Eternit; su Monti abbiamo dovuto rimettere le mani, l'altro e' andato subito bene. Mi ha raggiunto una telefonata di mia zia: tuo figlio sta bene, non ha proprio niente. Mi sono sentita felice e colpevole insieme: non e' che sta male per attirare la mia attenzione, per corrispondere alla mia ansia, perché sa che sono preoccupata per l'imminente partenza sua e della sorella? Ho chiamato il figlio, gli ho detto, stai bene, studia, domani vai a scuola. Portata la cassetta alla multifunzione, sono volata a casa e di li' in taxi alla Garbatella da Carofiglio. Se non avessi il lavoro che farei? Porterei i figli in ospedale un giorno si' e uno no? Che mi sta succedendo?

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