sabato 3 marzo 2012

85

fatico a ricordarmi dei compleanni, ogni volta penso che devo segnarmeli, poi mi ritrovo sconsolata a fare auguri in ritardo. Che zia Giovanna compisse ottantacinque anni me l'aveva detto papa', ma me l'ero rapidamente scordato. Mia cugina Francesca mi ha detto ieri, andiamo a trovarla stasera, facciamole una sorpresa. Siamo arrivate alle nove, abbiamo mangiato una torta, chiacchierato fitto fitto fino alle undici e mezza. A Giovanna il tempo fa un baffo: si stanca più di quando era giovane, ma va diritta per la sua strada, la giornata in laboratorio a lavorare e ad ascoltare chiunque le ponga un problema, le racconti un fatto, la sera a casa a leggere, nel fine settimana il cinema e la campagna. Le ho regalato Adam Bede, il librone di George Eliot che sta nella pila accanto al mio letto da mesi e che non riesco ad affrontare, presa da più urgenti letture. Come me, Giovanna ama i romanzi ottocenteschi in cui sprofondi scordandoti il resto. Se mai arrivassi agli 85, vorrei arrivarci come Giovanna, con la testa lucida, buone gambe e un libro in mano.

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