giovedì 29 marzo 2012

Ciappelletto

domani mi interroga su Boccaccio, mi devi aiutare. Così mia figlia al telefono. Tornata a casa, l'ho trovata che  mi aspettava al varco, nervosissima. Sono ore che ripasso Petrarca e Boccaccio, devo prepararmi sulla novella di ser Ciappelletto e non ci capisco niente. Gliela leggo ad alta voce, cambiando un po' le parole, e Boccaccio torna a stupirmi per la sua cattiveria e la sua modernità. Questo Cepparello-Ciappelletto che si e' macchiato dei peggiori delitti e si diverte in punto di morte a fingersi santo di fronte a un confessore estasiato e' un gran personaggio. Ogni tanto la figlia si distrae, il racconto e' lungo e la sua attenzione scarseggia. Alla fine pero' anche lei sembra colpita dal rovesciamento della verità, da quest'ultima beffa. Il colpo di genio ce l'ho cercando su youtube la parola Ciappelletto. Mi compaiono quattro minuti del Decameron di Pasolini; c'e' tutto, la confessione, i due usurai che l'ascoltano di nascosto, l'ingannatore e l'ingannato, un linguaggio che rispecchia quello della novella ed e' comprensibile e divertente. Mi guarda perplessa: non so se dico alla prof di questo Pasolini, magari penso che voglia fare la lecchina. Io all'eta' sua il Decameron di Pasolini lo andavo a vedere al cineforum il pomeriggio, lei ce l'ha spezzettato sul computer e non sa bene che farci.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ma non è giusto che lei si trovi il suo pasolini?