lunedì 19 marzo 2012

Dove finisce Roma


Ida si nasconde in una cava e ci passa tre giorni. E’ il 1943 e lei e’ una staffetta partigiana, una giovane sarda che vive a Roma con la sorella maggiore; l’hanno avvertita che la stanno cercando. Dal suo nascondiglio ripensa a tante cose: all’isola e alla famiglia lasciate a dodici anni, al professore amato insieme ai libri che le ha fatto scoprire, alle sue amiche (Rita conosciuta al catechismo, Micol sparita, forse deportata), al cognato fascista che detestava ed e’ morto per una bomba, ad Antonio che le piace tanto e che un po’ la cerca e un po’ la evita. Il lettore si lascia trasportare dal flusso dei ricordi di Ida, ma c’e’ una tensione costante: lei non sa cosa succede fuori, Rita l’ha trovata, promette di assisterla, ma poi sparisce, due uomini entrano nella grotta e uno trattiene l’altro da approfittare della ragazza isolata. Il libro di Paola Soriga, nata nel 1979, e’ ricco di echi letterari, i romanzi della Resistenza lo attraversano tutti, eppure l’autrice riesce a donare alla sua protagonista una propria voce, ai luoghi raccontati una consistenza reale. Ida e’ una partigiana, una che ha scelto da che parte stare, affrontandone i rischi, ma e’ soprattutto una ragazza vera e quando finalmente arriva il momento tanto sognato, l’ingresso degli americani a Roma, e’ una delusione amorosa ad offuscarne la gioia. Ben scritto, evocativo, sincero: un bell’esordio.

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