sabato 17 marzo 2012

Hugo Cabret


Hugo e’ orfano e vive, sporco e spaventato, nella torre dell’orologio della stazione di Parigi. Da li’ osserva i movimenti della guardia e della fioraia, dei due anziani che si corteggiano osteggiati dal cagnolino di lei, del vecchio che aggiusta i giocattoli. A quest’ultimo (che scoprira’ essere un grande regista del passato) ruba di tanto in tanto degli ingranaggi: vuole ridar vita a un automa che e’ tutto quanto gli e’ rimasto del padre. L’Hugo Cabret di Martin Scorsese e’ un inno al cinema, alla sua magia. Per la prima volta il 3 d non mi ha stancato, ogni inquadratura e’ piu’ bella e sorprendente della precedente: dalla stazione, alla libreria, dalle strade innevate, alla biblioteca, fino al set dei primi film affollati di sirene, tritoni, lune, nuvole e guerrieri. Hugo e la sua amica lettrice sfidano ogni pericolo, vincendo l’ostilita’ degli adulti e riuscendo a ridare loro serenita’. Una bellissima favola sul potere dei sogni.

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