sabato 10 marzo 2012

i tre israeliani

ho passato la giornata a leggere in modo convulso. Ho fatto anche altro: ho portato il figlio a fare l'ennesima prova di lenti a contatto, sono stata in palestra, sono andata a vedere la mia nuova fantasmagorica cucina, ho cucinato un pranzo veloce a papa'. Dei tre romanzi israeliani letti in vista delle interviste di domani, quello che mi e' piaciuto di più e' La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo: quattro giovani amici, riunitisi per guardare una partita dei Mondiali, scrivono su dei biglietti ognuno un desiderio che spera si realizzi nei prossimi quattro anni. Succede che i desideri si incrocino, che ciò che voleva uno, lo ottenga un altro. Mi sono molto affezionata al protagonista Yuval, alle sue fragilità, al suo romanticismo, all'amicizia che lo lega nonostante tutto a Churchill, che lo ha sempre messo in ombra e gli ha rubato il suo grande amore. E' una storia apparentemente leggera, ma molto sentita e molto coinvolgente. E' bella l'idea di fondo di Brave persone di Nir Baram: raccontare la vita di un tedesco a Berlino e di una russa a Leningrado tra il 1938 e il 1941. Thomas fa prosperare la sua azienda chiudendo gli occhi sull'orrore che lo circonda, Alexandra, a cui deportano tutta la famiglia, cerca di aiutare i suoi ex amici, inducendoli a confessare le loro colpe. Troppo lungo, troppo dettagliato, un po' freddo. Con Underground Bazar di Ron Leshem mi sono spostata a Teheran: più del libro e' interessante la sua storia. Leshem si e' messo in contatto via facebook con dei ragazzi iraniani, si e' fatto raccontare la loro vita che oscilla tra la ricerca di piaceri proibiti (alcol sesso e droga) sui quali il regime chiude un occhio finche' tutto avviene di nascosto e la violenza della repressione verso l'omosessualità o la libertà delle donne, e ci ha costruito un romanzo. L'amore tra lo studente Kami e la bellissima e ricchissima Niloufar, che aspira a fare il pilota di Formula Uno, non mi ha convinto più di tanto, ma l'intento di gettare un ponte tra Teheran e Tel Aviv prima attraverso un social network poi attraverso la letteratura resta molto lodevole. Domani incontrerò tutti e tre gli scrittori, chissà come andrà.

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