venerdì 16 marzo 2012

Il sogno del maratoneta

non e' la solita fiction, Il sogno del maratoneta, la miniserie che andra' in onda domenica e lunedì prossimo. C'e' una cura dei dettagli che quasi commuove: a un certo punto Dorando Pietri, il protagonista (un grande Luigi Lo Cascio), corre incontro alla fidanzata che ha trascurato per allenarsi alla corsa, lei gli da' un ceffone e i bambini sullo sfondo si schiaffeggiano l'uno con l'altro imitando quel gesto. Una piccola cosa, ma rivelatrice del tipo di lavoro che ha fatto Leone Pompucci, un regista lontano dal cinismo che domina la sua categoria. Nell'intervista che gli ho fatto e in conferenza stampa, Lo Cascio ha parlato con entusiasmo di Pietri, figlio di contadini di Carpi, un po' tisico, sottoalimentato, che credeva nella maratona e arrivo' a vincere quella di Londra del 1908, per poi essere squalificato. Lo Cascio ha detto di essere cresciuto in una famiglia fissata con la corsa (suo padre l'aveva praticata) e con l'atletica (suo zio aveva vinto un Rischiatutto presentandosi su questa materia). Peccato che per attirare il pubblico si siano inventati il personaggio di un'amante (Laura Chiatti) e che, nella bella sigla in cui i vari personaggi si presentano, la Chiatti si mostri a seno nudo: c'era bisogno di dichiarare così il suo ruolo all'interno della fiction? Peccato che Alessandro Haber abbia gelato il clima della conferenza stampa, in cui tutti facevano complimenti al regista, raccontando un lungo aneddoto su uno scontro tra lui e Pompucci, risoltosi con le scuse di questo che riconosceva in lui un grande attore. Come stanno male certi attori.

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