mercoledì 7 marzo 2012

La scena perduta

che delusione La scena perduta! E' dall'inizio alla fine un Yehoshua stanco e in crisi di ispirazione che fa il verso a se stesso, dilungandosi in mille particolari senza creare una scena veramente significativa, un personaggio indimenticabile. Come in molti altri libri dello scrittore israeliano, la trama si articola sulla ricerca di un qualcosa: qui il rapporto perduto tra il protagonista Moses, regista settantenne e il suo sceneggiatore Trigano. I due hanno litigato anni prima a causa di una scena tagliata da un film, anzi mai girata. Dietro questo scontro si nascondeva una forma di rivalità per Ruth, attrice da sempre appassionatamente amata da Trigano e concupita dal regista senza molta convinzione. Il libro si apre con una lunga parentesi a Santiago de Compostela dove Moses viene invitato con Ruth ad assistere a una retrospettiva dei suoi film. Yehoshua racconta le reazioni di meraviglia di Moses di fronte a quelle vecchie pellicole di cui si ricorda a stento e che doppiate in spagnolo gli paiono ancora più remote. Moses, come tutti i protagonisti di Yehoshua, somiglia in parte allo scrittore, ne riflette debolezze e manie. Anche i primi film del regista hanno qualcosa in comune con i primi racconti di Yehoshua, scarni e simbolici, lontani dal ricco realismo dei romanzi maggiori. Tornato a Israele, Moses si mette in testa di rappacificarsi con Trigano che ha scritto quei film e ha organizzato la retrospettiva spagnola forse per mandargli un messaggio; prima di arrivare da lui fa molte cose: va a trovare l'ex moglie, segue le lezioni di teatro di Ruth, discute con la figlia, si fa raccontare da un produttore l'idea di un nuovo film. Il girare a vuoto che spesso in Yehoshua costruisce un carattere, definisce una situazione, qui resta un girare a vuoto, soltanto descritto con grande maestria. Poteva essere una bella riflessione sull'arte, i suoi limiti, le sue insidie, i rapporti che crea e quelli che distrugge, mi e' parso un libro fiacco, una freccia caduta lontano dal bersaglio.

Nessun commento: