lunedì 26 marzo 2012

l'annuncio


impicciatissima al lavoro: mi squilla il cellullare, rispondo. Sono Maurizio. Vorrei chiedergli maurizio chi, non l’ho riconosciuto, ma ha una voce affranta. Aggiunge, e’ morto papa’. E ora che faccio? Ora si’ che non posso chiedergli niente. E se avesse sbagliato numero? No, ha detto il mio nome. Puoi avvisare tuo padre? Finalmente capisco, Maurizio e’ il figlio di Antonio e Franca, cari amici dei miei; Antonio era caduto, era stato operato, ma non si era ripreso. Maurizio lo frequentavo da bambina, mi aveva commosso venendo a trovare mia madre quando stava male in ospedale. Gli dico che mi dispiace, gli chiedo del funerale, lo ringrazio di averci avvertito. Tra carte e computer si materializza sulla mia scrivania l’immagine di Antonio. Era burbero e lentigginoso, si divertiva a intimorirci. A Tortoreto ci avevano ospitato d’estate: non si poteva tirare lo sciacquone se si era fatta solo pipi’ e sulla spiaggia bisognava spingere un pesante attrezzo per cercare telline. Se posso giovedi’ vado al suo funerale.

1 commento:

Anonimo ha detto...

portati una tellina