giovedì 1 marzo 2012

l'incidente

la figlia mi chiama al lavoro, sono le undici, che avrà combinato stavolta? Piange, dice, e' successa una cosa terribile, ma sto bene, ho avuto un incidente con la macchinetta sulla Panoramica, non sono andata a scuola, avevamo litigato con Eugenio, volevamo parlare. Scioccata, mi passa un signore che si e' fermato con la macchina. Lui mi spiega che sono poco lontani da piazzale Clodio, che c'e' bisogno del carro attrezzi. Chiamo il marito a Barcellona, e' in riunione, non risponde. Gli mando un messaggio, e' urgentissimo. Mi dice di chiamare il nostro meccanico, di chiedergli il numero di un carro attrezzi. Mi richiama la figlia, accanto a lei c'e' la polizia stradale. Spengo il computer, mi metto la giacca, esco, salgo in macchina. Sono gelata, continuo a pensare che doveva essere a scuola, che non dovevamo comprarle la macchinetta. Non riesco a pensare a quello che le poteva succedere. Arrivo sulla Panoramica. Accanto alla figlia c'e' Eugenio, anche lui sotto choc (guidava dietro di lei per le curve, l'ha vista perdere il controllo del mezzo, ruotare su se stessa, andare a sbattere contro il muro di cemento, ha sterzato per non sbatterle contro), e poi Livia, e altri due ragazzi accorsi alla sua chiamata (ognuno con la sua macchinetta). I poliziotti, un uomo e una donna, sono gentilissimi. Arriva il carro attrezzi, firmiamo il verbale. Ora siamo a casa, lei singhiozza per l'enorme paura che si e' presa e per la sua macchinetta che probabilmente andrà rottamata. Io mi sento confusa: miracolata da una parte (atea come sono non riesco a non immaginare un angelo che le ha impedito di spiaccicarsi e di distruggere la sua e le nostre vite), dall'altra colpevole di un'orrenda superficialità, come ho potuto affidarle un mezzo, credere nella sua maturità, se lei stessa era cosciente di non saper guidare? Amaro compleanno per il marito che stasera ritorna. Eppure ho comprato la torta, c'e' molto da festeggiare, siamo tutti vivi, l'incidente ha lasciato solo dei lividi e della macchinetta non voglio più sentir parlare. La figlia mi ha assicurato che era la prima volta che saltava la scuola. Non so se crederle, ma penso che le sia passata la voglia di farlo.

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