venerdì 23 marzo 2012

Mai per amore

di questi quattro film prodotti da Claudia Mori per Raifiction sulla violenza sulle donne si e' parlato molto. Erano pronti a settembre e c'e' voluta un'interrogazione parlamentare perché ne venisse decisa la messa in onda. Erano sei e si sono ridotti a quattro (pare che a Mazza, direttore di Raiuno, quello sulla pedofilia e sulla tratta delle nigeriane proprio non siano andati giù, li ha ritenuti troppo forti per il pubblico della sua rete). Alla conferenza di oggi la parola d'ordine era negare, sopire i contrasti, festeggiare l'evento con molti compunti discorsi sul ruolo del servizio pubblico. Il film di cui ho visto l'inizio si intitola Troppo amore, la regia e' di Liliana Cavani, e andrà in onda martedì, seguito da due storie dirette da Marco Pontecorvo e da una di Margarethe von Trotta. Antonia Liskova, che in televisione in genere fa la mamma di tanti bambini, qui e' una ventottenne fuori corso, che vive spensierata insieme a un'amica e si mantiene vendendo filtri per l'acqua (non c'era una ragazza che potesse interpretare questo ruolo? la Liskova e' carina, simpatica e intelligente, ma la sua eta' la dimostra tutta e farle fare la studentessa toglie credibilità alla trama). Dalle finestre della casa di fronte la spia Massimo Poggio, che in genere fa il belloccio tenerone, mentre qui e' un belloccio cattivissimo: un ricco professore di storia dell'arte che prima fotografa di nascosto la vicina, poi le fa la corte, poi la porta a vivere con se' e l'allontana da tutti. Non posso giudicare il film perché ne ho visto solo l'inizio; la prima parte non era molto distante dalla solita fiction. Sullo stesso argomento e' molto più forte la docufiction di Amore criminale: se si vuole sensibilizzare il pubblico su un argomento come questo perché non mettere in prima serata le storie vere, le facce e le testimonianze di madri e di padri che hanno perso le figlie per mano di uomini pronti a scambiare l'amore con il possesso, l'affermazione di se' con una devastante violenza?

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