venerdì 9 marzo 2012

non devo coinvolgere mio padre

mi girava malissimo stamattina. Papa' l'ha sentito dal mio tono di voce, mi ha chiesto al telefono che cosa avessi. Sono partita a raccontargli la mia serataccia con la figlia. Man mano che procedevo nella mia descrizione dello scontro tra noi, sentivo che lui si avviliva. Ha trovato il coraggio di dirmi, non dovresti aggiustarle la macchinetta, ridargliela, rischi che faccia un altro incidente, non mi pare abbia imparato la lezione. Quando poi ha fatto il riepilogo delle sue preoccupazioni: il genero Domenico senza incarico a Roma, l'altro genero con l'ernia del disco a Indianopolis, la mia figlia sventata, ho capito di aver fatto uno sbaglio. Continuo a considerarlo quello che era, un valido sostegno; non e' che non lo sia, ma l'eta' gli da diritto a un po' di protezione, dovrei schermarlo, non coinvolgerlo in ogni mia preoccupazione. In particolare questa nipote ribelle lui proprio non la capisce, se possibile ingigantisce i rischi a cui va incontro. Mi vorrebbe più ferma, non sa come dirmelo, non vuole intromettersi eppure lo fa, finendo per per accrescere la mia irritazione. Stasera pero' Antonia Arslan, che e' una signora gentile, mi ha detto che le erano piaciute le domande che le avevo fatto nel corso dell'intervista: mi ha risollevato il morale e fatto scordare le beghe familiari.

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