sabato 3 marzo 2012

più vicine

da parte mia sarà stata l'immensa paura retroattiva di perderla o la tenerezza che mi ha fatto stringerla forte tra le braccia (lei solitamente rifugge dal contatto fisico, perlomeno con noi genitori), da quella sua un grande bisogno di conforto dopo lo spavento subito; fatto sta che l'incidente ha avuto come effetto collaterale quello di abbattere (sia pur provvisoriamente, non mi faccio illusioni) la distanza tra me e mia figlia. Sabato pomeriggio l'ho scarrozzata da un'amica all'altra, le ho comprato jeans e magliette, e la sera lei è rimasta a cena con i nostri amici, senza neanche chiedere di uscire. Per assurdo sembra più felice ora di quando aveva l'agognata macchinetta; ogni tanto chiede di farla riparare, ma senza molta convinzione. È così: bisogna sbattere contro gli ostacoli per poter maturare? E gli ostacoli devono essere sempre duri come un muro di cemento, un marciapiede preso in velocità?

1 commento:

Anonimo ha detto...

secondo me la cosa indispensabile è che ci sia una qualche cintura di sicurezza (e oltre a che ci sia, ad averla ben allacciata ...)